Come il Concordato ti aggira una delle più stupide e odiose norme sull'immigrazione introdotte dal ministro Maroni.
Purtroppo, l'escamotage è valido solo per i migranti di fede cattolica.
Come il Concordato ti aggira una delle più stupide e odiose norme sull'immigrazione introdotte dal ministro Maroni.
Purtroppo, l'escamotage è valido solo per i migranti di fede cattolica.
Ricevo e pubblico:
10 DICEMBRE 2009 METTITI IN GIALLO CONTRO IL RAZZISMO 61° Dichiarazione Universale dei Diritti Umani DIRITTI E DIGNITA’: NON POSSIAMO TACERE!Art. 1 Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza. Noi riteniamo che la strada seguita dal governo italiano non rispetti questo spirito di fratellanza. NON POSSIAMO ACCETTARE IL RAZZISMO E LA DISCRIMINAZIONE, di cui la Legge 94/2009 (cd. PACCHETTO SICUREZZA) è l’ultima espressione DOBBIAMO RENDERE VISIBILE IL NOSTRO DISSENSO! Per manifestarlo con più forza, lanciamo su tutto il territorio nazionale la campagna “Mettiti in giallo contro il razzismo”, attraverso la quale esprimere la nostra condanna di questa legge e la nostra denuncia dei respingimenti incondizionati e di ogni violazione dei diritti umani. PER QUESTO INVITIAMO TUTTI, nella giornata di GIOVEDI’ 10 DICEMBRE 2009 61°anniversario della dichiarazione universale dei diritti umani ad esporre qualche cosa di GIALLO (un nastro, uno striscione….) alla finestra o al balcone della vostra abitazione, dell’ufficio o del negozio, sul vostro veicolo e/o indossare qualche cosa di GIALLO(nastro, braccialetto, cappellino, maglietta, spilla….). Vi chiediamo di partecipare numerosi all’azione il 10/12/09 e di mandarci il giorno stesso una mail all’indirizzo io-non-sono-razzista@libero.it, oppure un sms o un mms (se volete allegare foto) al 3311389081, segnalando che avete esposto o indossato qualche cosa di giallo e di aderire all’iniziativa, così da poter monitorare quanti, in tutta Italia, hanno partecipato alla giornata “Mettiti in giallo contro il razzismo”. Seguiranno l’iniziativa mezzi radio e stampa nazionali. Eventi collaterali all’azione, che ognuno può fare in più, se vuole, sono: 1. Mandare foto dell’azione (es. fotografare il balcone su cui è esposta la stoffa gialla, fotografare la persona dietro allo striscione giallo, o la persona che ha indosso qualcosa di giallo, fotografare il banchetto organizzato per il 10/12/09….) 2. Scrivere sulla cosa gialla da voi scelta la frase IO NON SONO RAZZISTA 3. Fare un banchetto nella vostra città distribuendo nastri di stoffa gialla Tutto quello che ci manderete inerente all’azione verrà messo sul sito www.io-non-sono-razzista.net. All’azione si può aderire singolarmente, come associazione, come gruppo,come scuola. Chiediamo fin da ora a tutti di sensibilizzare e pubblicizzare l’iniziativa nella vostra città. Comitato io-non-sono-razzistaMETTITI IN GIALLO CONTRO IL RAZZISMO
"La politica del mio governo è dare casa, lavoro, istruzione e assistenza sanitaria ai migranti"
Lo scorso 18 agosto Berlusconi è stato in visita privata a Tunisi.
La mattina un incontro con il presidente Ben Alì e, nel pomeriggio, la partecipazione a "Ness Nessma", programma di Nessma TV, la televisione satellitare tunisina acquisita, lo scorso anno, per il 50 per cento, da Mediaset e da Quinta Communications, società di produzione di Tarak Ben Ammar di cui è socio di rilievo anche il gruppo Fininvest e nel cui capitale, alla fine di giugno, è entrata, tramite la Lafitrade, pure Tripoli (che ciò possa spiegare la ratio della politica mediterranea dell’attuale governo?).
Tra un ricordo commosso del viaggio in Libia (“un evento storico e coraggioso”, lo ha definito il conduttore) ed una breve dissertazione su quello che è il ruolo della televisione e su quanto di buono ("libertà e democrazia") la (sua) televisione potrà portare alla gente del Nord Africa (“crede che Nessma TV sarà capace di cambiare il volto del Maghreb così come le sue televisioni già hanno fatto con quello dell’Italia?”, gli chiedeva la co-conduttrice), Berlusconi ha anche parlato di immigrazione. Con un discorso evidentemente non concordato con il ministro Maroni. Perché se in materia di immigrazione il presidente del Consiglio ha bisogno, in Italia, di assecondare la propaganda leghista (pacchetto sicurezza), dall’altra parte del Mediterraneo l’uomo d’affari Berlusconi ha un mercato di 80 milioni di telespettatori da conquistare. Spettatori che hanno quindi appreso di come la politica del governo italiano sia finalizzata ad “aumentare i canali di ingresso legali” e a garantire ai migranti “casa, lavoro, istruzione" e "l'apertura di tutti i nostri ospedali alle loro necessità”. Perché “pure gli italiani sono stati emigranti e quindi devono aprire il loro cuore a chi oggi viene in Italia”.
Di seguito il video della trasmissione. L’ho tradotto e sottotitolato in italiano.
Monsignor Agostino Marchetto è il segretario del Pontificio consiglio per la pastorale dei migranti. Giovedì scorso aveva espresso “dolore e dispiacere” per l’approvazione definitiva del ddl sicurezza. Venerdì mattina, Matteo Salvini, eurodeputato della Lega, lo ha raggiunto telefonicamente, nel corso di una diretta di Radio Padania Libera.
Posto l'audio della telefonata. Da una parte la scanzonata insolenza di chi riesce a parlare del destino di chissà quante vite come se si trattasse di una partita a briscola, dall'altra la severa compostezza di chi, avvertendo la Barbarie, non riesce nemmeno a gridare, per quanto è agghiacciante ciò che vede all’orizzonte.
Cosa ci fanno una camionetta dei carabinieri e due militari in divisa nello spot della Lega?

L’Italia ha dato un altro giro di vite alla sua politica sull’immigrazione, sabato 9 maggio, respingendo, ancora una volta, verso la Libia, da cui era partita, un’imbarcazione con a bordo 163 migranti che si avvicinava all’isola di Lampedusa. Questa è la seconda volta in tre giorni che Roma decide di rimandare i migranti al Paese di partenza, prima che essi possano toccare il suolo italiano.
Si tratta di una politica severamente criticata dall’Alto Commissariato per i rifugiati, dalle organizzazioni di difesa degli immigrati e dalla Chiesa, che vi vedono “una negazione” del diritto d’asilo. In effetti, il 75% dei migranti fa domanda d'asilo, e il 50% l’ottiene.
In questo modo, l’Italia spera di scoraggiare future migrazioni avvalendosi del trattato di amicizia siglato con la Libia lo scorso agosto. Il trattato prevede che Tripoli si impegni a contrastare l’immigrazione clandestina in cambio, da parte dell’Italia, di cinque miliardi di dollari per i prossimi venticinque anni a titolo di riparazione per il periodo coloniale.
Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva salutato il primo respingimento di migranti verso la Libia come “un grande giorno per l’Italia”. Membro del partito xenofobo della Lega Nord, a lui si deve pure il “pacchetto sicurezza” che prevede l’instaurazione del “delitto di clandestinità”. Tale legge dovrebbe essere definitivamente votata questa settimana dal Parlamento.
Ad un mese dalle elezioni europee, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha colto l’occasione del respingimento dei migranti per non abbandonare il “fronte securitario” alla sua potente alleata, la Lega, che nel prossimo scrutinio elettorale correrà da sola – anche in alcune elezioni amministrative, che si terranno lo stesso giorno.
La Lega spera in un risultato a due cifre a livello nazionale, tenendo conto che in certe province del nord essa raccoglie quasi il 30% delle intenzioni di voto.
“Non apriremo le porte a tutti come ha fatto la sinistra”, ha dichiarato Berlusconi. "La loro idea di società multietnica non è la nostra”. “La nostra politica, ha aggiunto, è conforme alle norme europee, agli accordi internazionali e alle norme concernenti i diritti dell’uomo. Non c’è nessuno scandalo”. La Conferenza episcopale italiana ha subito replicato: “L’Italia è già multietnica”.
In piena crisi e alla ricerca di voti, il centrosinistra si è diviso sulla questione. Il responsabile esteri del Pd, Piero Fassino, ha affermato, nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, che questi respingimenti nulla hanno di illegale. “So che quel che dico è impopolare a sinistra", ha ammesso, "ma è legittimo ricondurre un’imbarcazione al luogo da cui è partita, se esso viene identificato”. “Facciamo proseliti”, s’è subito compiaciuta la Lega Nord, divenuta il più vecchio partito d’Italia in seguito alla dissoluzione di Forza Itala e di Alleanza nazionale.
La vittima di questa competizione a destra è proprio il secondo dei principali alleati di Berlusconi: il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ex presidente di Alleanza nazionale. Nel corso del discorso pronunciato al congresso di fondazione del Partito della libertà, Fini aveva giustamente descritto l’Italia del futuro come un Paese multietnico. Ed in seguito ha moltiplicato le sue esternazioni “umaniste” per far comprendere meglio la sua differente posizione.
Berlusconi aveva dato ragione a Fini ritirando dalla legge sulla sicurezza l’articolo che obbligava i presidi degli istituti scolastici di denunciare i figli di migranti irregolari. Questa volta ha invece scelto di seguire Maroni e di cavalcare l’ondata xenofoba che affligge l’Italia.
Philippe Ridet, 12.05.2009, Le Monde
(traduzione di Daniele Sensi)
Traduco dal "Sud Quotidien", quotidiano senegalese.
“Tratta bene gli stranieri, perché pure tu sarai straniero”. L’Italia di oggi sembra ignorare questa bella esortazione dell’autore del romanzo “Les eaux mêlées“, pemio Goncourt 1955.
Da qualche anno, in Europa, si va verso la radicalizzazione dei discorsi sull’immigrazione. Dopo Austria e Russia, butta male per gli immigrati in Italia. Soprattutto in questi tempi di crisi mondiale.
La camera dei deputati italiani sta discutendo il “pacchetto sicurezza” del governo Berlusconi, già approvato il 5 febbraio dal Senato. Tale nuova legge, annunciata a più riprese a colpi di proposte provocatrici presto smentite, e il cui pretesto sarebbe quello di trattare “disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, presenta una serie di misure controverse. In particolare per quanto attiene alla lotta contro l’immigrazione. Perché, a seguito della campagna di demonizzazione condotta dalla Lega Nord e dai media, l’Italia sembra oggi condurre una lotta accanita contro l’immigrazione e gli immigrati, capri espiatori per tutti i mali che affliggono il Paese.
Basta un minimo di perspicacia per comprendere come questa legge sia un premio di Berlusconi alla Lega Nord, dopo il sostegno decisivo di questo partito di estrema destra alle ultime elezioni. D’altronde, uno dei primi atti del capo del governo italiano è stato quello di nominare Roberto Maroni ministro dell’Interno. Un bel modo per ricompensare Umberto Bossi -capo della Lega- e di permettergli così di estendere la sua influenza ben al di là della pianura padana, suo feudo tradizionale.
Questa legge stabilisce una pena carceraria dai sei mesi ai quattro anni per le persone in situazioni irregolare che dovessero restare sul territorio italiano nonostante il decreto di espulsione. Essa decreta pure il delitto di immigrazione clandestina, delitto passibile di un'ammenda dai 5 ai 10 mila euro.
Gli immigrati saranno altresì tenuti ad esibire il permesso di soggiorno per ogni atto di stato civile, come il matrimonio o la registrazione anagrafica dei figli. Il permesso di soggiorno sarà obbligatorio anche per utilizzare i servizi internazionali di trasferimento di denaro. I gestori di tali servizi dovranno sistematicamente denunciare i clienti la cui posizione fosse irregolare, cosa che avrà conseguenze disastrose per la situazione finanziaria di certi paesi africani.
Il governo italiano fa sua, per intero, l’istituzionalizzazione della delazione, ed invita la popolazione a denunciare i “clandestini”. La nuova legge propone, inoltre, l’introduzione di un permesso di soggiorno a punti, imponendo ad ogni straniero la conoscenza della lingua e delle leggi italiane. Lo straniero dovrà pure sottoscrivere la “Carta dei valori della cittadinanza e dell’integrazione”, procedura che prevede un credito di partenza di dieci punti, incrementabili ad ogni rinnovo dei documenti a dimostrazione del grado d’integrazione. Di contro, è prevista una decurtazione del punteggio a seguito di delitti non passibili di espulsione o di illeciti amministrativi o fiscali.
Si può seriamente dubitare dell’efficacia di tali norme, già fallite ovunque sono state applicate. Tra l’altro esse non fanno che aumentare la differenza di trattamento tra stranieri provenienti dall’Unione Europea, popolazioni bianche, e coloro che vengono dal sud, generalmente neri o arabi.
Altri due emendamenti della Lega Nord, rigettati diverse volte dal Parlamento, dovrebbero essere riproposti. Si tratta di misure che prevedono la possibilità di mantenere gli immigrati irregolari nei centri di trattenimento fino a sei mesi, in luogo degli attuali 60 giorni, e, soprattutto, l’istituzionalizzazione delle “ronde”, effettuate da milizie cittadine, non armata, e già attive da diversi anni nelle città del nord. Diversi partiti hanno già organizzato tali ronde: oltre alla Lega Nord ( che le ha inventate nel 1997), ci sono la Fiamma Tricolore, Forza Nuova e La Destra, tutte formazioni di estrema destra, neofasciste, il cui programma è fondato sulla caccia all’immigrato.
Basta solo l’evocazione dell’espressione “caccia all’uomo” per sentire un brivido alla schiena, poiché si tratta di un qualche cosa che ricorda le pagine più buie della storia recente. In particolare quella dell’Italia fascista del secolo passato. A Massa (Toscana), la Destra organizza ronde battezzate con la sigla “SSS”, “Soccorso Sicurezza Sociale”, riecheggiando la terribile polizia assassina di Hitler.
La nuova legge non colpisce solo i “clandestini”, ma pure gli immigrati regolari, la cui procedura di richiesta o di rinnovo del permesso di soggiorno viene ancora una volta modificata e resa se possibile più complicata, poiché già si trattava di un interminabile percorso ad ostacoli, con gente in coda ancor prima dell’alba. La tassa sul permesso di soggiorno sarà aumentata da 80 a 200 euro, e si consideri che in media occorrono 291 giorni prima di ottenere il proprio titolo di soggiorno, il quale, talvolta, può scadere ancor prima di giungere al suo destinatario.
Con le nuove scellerate norme, che ricordano l’oscuro periodo del fascismo di Mussolini, l’Italia va ad ancorarsi pericolosamente a destra – anzi, all’estrema destra.
Sakho Jimbira Cheikh, 7.05.2009, Sud Quotidien(traduzione di Daniele Sensi)