giovedì 30 dicembre 2010

Consigliere provinciale Lega Nord: "Nichi Vendola caduto dalle scale? Purtroppo non ha avuto danni permanenti"

"Ho appena sentito al telegiornale che Nichi Vendola è stato svegliato nel cuore della notte da alcuni manifestanti del Pdl ed è caduto dalle scale. Purtroppo non ha avuto danni permanenti". Radio Padania, trasmissione dei Giovani padani della provincia di Varese. Uno sghignazzante Marco Pinti, consigliere provinciale della Lega Nord, commenta con queste parole l'incidente accorso la scorsa notte a Nichi Vendola:



Update: ricevo e pubblico da parte dell'ufficio stampa di Sinistra e libertà:

RAID SOTTO CASA VENDOLA
RADIO PADANIA: PECCATO NIENTE DANNI PERMANENTI

CLAUDIO FAVA (SINISTRA E. LIBERTA'):
IL MINISTRO MARONI INVECE DI PRENDERSELA CON GLI STUDENTI E I PASTORI
DICA E FACCIA QUALCOSA DI UTILE PER IL SUO IRRESPONSABILE CONCITTADINO E COLLEGA DI PARTITO
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Il ministro dell'Interno Maroni, invece di prendersela una volta con gli studenti italiani un'altra con i pastori sardi spedendo la celere in piazza, dica e faccia qualcosa di utile per quel dirigente leghista della sua citta', esponente nazionale dei cosidetti giovani padani, che oggi dai microfoni di Radio Padania ha straparlato irresponsabilmente sulla vicenda del raid di giovani Pdl sotto casa di Nichi Vendola.
E' quanto afferma Claudio Fava, coordinatore nazionale di Sel dopo la notizia che oggi alla Radio della Lega, si e' pesantemente ironizzato su Vendola e sul fatto che l'atto di intimidazione nei suoi confronti non abbia prodotto danni permanenti.

Roma, 30 dicembre 2010


Update 2: le scuse di Marco Pinti.

martedì 28 dicembre 2010

Denunciata Radio Padania

Nonostante l'imbecillità di Youtube, due file audio di Radio Padania (questo e questo) sono approdati oggi alla Questura di Perugia. Per iniziativa di Arianna Ciccone, portavoce di Valigia blu, che sulla sua bacheca Facebook scrive:

non è attivismo, è senso civico - proprio il minimo sindacale. Siamo anestetizzati da anni e non reagiamo più davanti a niente...

Vi terrò aggiornati.

Update: qui il post della Ciccone. Qui Repubblica. E qui Varese News.

mercoledì 22 dicembre 2010

Ero un agitprop leghista e non lo sapevo

Ringrazio Youtube e Google per avermi illuminato.

martedì 21 dicembre 2010

Inviti per Diaspora

Disponibili quattro inviti per Diaspora. Facciamo che gli invitati invitano a loro volta gli altri, a cascata, grazie.

ps: lasciare indirizzo email (se soffrite di spam-fobia, mettete un at al posto della chiocciola)

domenica 19 dicembre 2010

Scontri di Roma, l'appello di Radio Padania ai poliziotti: "Picchiate duro, spaccate le ossa"

"I veri studenti stanno in classe a studiare". Su Radio Padania, i giovani del Movimento studentesco padano discutono delle manifestazioni di protesta contro il decreto Gelmini. E rivolgono un inquietante appello alle forze di polizia:



Update (21.12.2010): a 5 mila visualizzazioni, Youtube ha pensato bene di rimuovere il video (solita storia: gli utenti italiani -gli analfabeti digitali che popolano la Rete italiana- non sono capaci di distinguere tra denuncia e apologia, nemmeno quando il titolo è "Delirio su Radio Padania"... La verità è che Berlusconi ce lo meritiamo). Provvederò al più presto a ricaricare il video altrove.

Update: video ricaricato su Blip.tv.

sabato 18 dicembre 2010

Rai-Set-7

A me, utente della Rete che utilizza la Tv solo più come tappeto sonoro, che i maggiori programmi Rai, Mediaset e La7 siano prodotti un po' tutti dalla Endemol e che quindi la concorrenza, nel mercato televisivo italiano, sia quel che è, importa poco - è la sfacciataggine che mi dà fastidio:

giovedì 16 dicembre 2010

"Associazione Amici di Renzo Bossi"

Domani sera, allo storico teatro Derby di Milano, andrà in scena uno spettacolo i cui ricavati verranno devoluti ad una scuola elementare veneta colpita dalla recente alluvione. Ma la notizia non è questa. La notizia è che ad organizzare il tutto sarà la neonata "Associazione degli Amici di Renzo Bossi".

Un'associazione -dedicata all'infanzia- che di sostenitori del figlio del Senatùr ne deve raccogliere tanti, ma così tanti che a presiederla è...il figlio del Senatùr:

giovedì 9 dicembre 2010

Diritto padano

"Questa volta ci è andato di mezzo un innocente, però se questo succede è perché a monte a fronte di un innocente ci sono cento colpevoli (...).

Un innocente che però è stato molto lesto nel chiedere subito i danni: da una parte c'è la pretesa anche un po' arrogante di avere immediatamente tutti i diritti; quando si parla di doveri, invece..."


Alfredo Lissoni, ex insegnante di religione, ufologo e
conduttore di Radio padania libera, a proposito
del ragazzo marocchino ingiustamente fermato
per la scomparsa di Yara Gambirasio


"E' giusto che l'innocente esca con tante scuse, e ci mancherebbe altro, però non ha perso il posto di lavoro, il suo datore ha testimoniato a suo favore, è stato difeso da un parte del paese e questo cosa fa? Chiede i danni a questo paese. Il suo messaggio di pace nei confronti di questo paese che lo ha ospitato e che lo sta trattando coi guanti è chiedergli i danni"

Leo Siegel, ct della nazionale padana e
conduttore di Radio padania libera,
a proposito
del ragazzo marocchino ingiustamente fermato
per la scomparsa di Yara Gambirasio

domenica 5 dicembre 2010

Evviva il Concordato

Come il Concordato ti aggira una delle più stupide, odiose e restrittive norme sull'immigrazione introdotte dal ministro Maroni.

Ahimè, l'escamotage è valido solo per i migranti di fede cattolica.

venerdì 3 dicembre 2010

Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere

Dopo tanti libracci sulla Lega che m'è toccato leggere nell'ultimo biennio, libracci che, sebbene scritti da accreditati autori di sinistra, più che analizzare e decriptare il fenomeno leghista parevano volerne alimentare la mistica nell'intento nemmeno troppo velato di finire sulle affollate bancarelle delle varie Pontida e Riva degli Schiavoni (e sì che che si deve pur mangiare, ma l'elettorato del Carroccio, si sa, è di braccino corto, anche quando ne va delle propria causa, si veda il flop cinematografico del Barbarossa - si capisce che quegli autori si siano poi ridotti loro malgrado a giocare il ruolo degli imbonitori direttamente dagli studi di Radio Padania Libera), dopo tante marchette camuffate da opere di saggistica, quindi, finalmente mi capita tra le mani un libro che tratta di Lega in maniera seria e decorosa.

Un testo asciutto, di quelli che piacciono a me, che fa un uso moderato di aggettivi e di iperbole per lasciare che siano i fatti a dissacrare il più sopravvalutato mito della nostra storia repubblicana. Lo scrive Eleonora Bianchini, collaboratrice di Blogosfere e del Fatto Quotidiano. Titolo: "Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere" (Newton Compton, 9,90 euro). E il perché la Lega non lo farebbe mai leggere, soprattutto ai suoi militanti più giovani che tante cose, abbeverando la propria sete di mondo esclusivamente a quel dispensatore giornaliero di propaganda che è il quotidiano la Padania, le ignorano, è presto detto. Fin dalle prime pagine, dove la Bianchini, rilanciando la testimonianza di un vecchio compagno irredentista del Senatur, in quattro-righe-quattro smonta il mito dei miti: l'origine stessa del logo della Lega, la stilizzazione dell'Alberto da Giussano:

«Un giorno Bossi mi telefona e chiede: “Hai notato quanto è bello il marchietto delle biciclette Legnano? Credi che verranno fuori dei casini legali se lo utilizziamo come simbolo del movimento?”»

Ed ancora, sempre dalle prime pagine del libro: la profilatura definitiva dei confini di quella fantomatica astrazione che è la "Padania", roba che, a confronto, l'Isola che non c'è rischi di trovarla su Google Maps. Conosco giovani padani che non ci dormono la notte nello sforzo impossibile di venirne a capo: cosa è e cosa non è Padania? Interminabili diatribe nelle sezioni e sotto i gazebo: solo l'Emilia o anche la Romagna? Ma i longobardi, in Romagna, ci sono arrivati? Sapessero quanto ben più prosaica fu la fondazione della loro Terra promessa:

era (...) rilevante definire i confini geografici della Padania. L’obiettivo non era semplice: erano fluidi e per motivi di opportunismo politico non potevano limitarsi alla tradizione granitica dell’eroica battaglia di Alberto da Giussano. E quando si fa politica è necessaria una certa elasticità, le idee potrebbero espandersi oltre i confini. Quindi, escludere i militanti sulla base di un mero discrimine territoriale è solo una logica per perdere potenziali voti.

Ma Il libro che la Lega nord non ti farebbe mai leggere parla soprattutto della Lega di oggi, attraversandone, in maniera ragionata e argomentata, l'intima contraddizione di un linguaggio fatto di slogan e di ambigue semplificazioni che, assurgendo a programma di governo, volgono in beffa. Come nel caso dello sbandieratissimo federalismo: una riforma, nei fatti impraticabile, che, nella migliore delle ipotesi, non farebbe che aumentare la tassazione a carico dei cittadini. Ma ci sono anche la sanità, la scuola, le banche e quer pasticciaccio brutto della vicenda Credieuronord. Con una sola certezza: la Lega non è quel partito di duri e puri in cui molti suoi militanti ancora credono o fingono di credere. Si veda alla voce "cumulo di poltrone", una pratica oramai consolidata che "non imbarazza affatto il partito di Bossi, anzi, rientra appieno nella sua modalità di espansione".

Merito di Eleonora Bianchini è inoltre quello di collocare la Lega nel più ampio contesto europeo, richiamando i suoi rapporti con le formazioni transalpine di estrema destra. E di definire il partito di Bossi per quello che è: un movimento "dai propositi eversivi e autoritari". Inutile e menzognero che qualcuno tenti ancora di accreditarlo come un partito di sinistra: "Certo, l’elettorato è popolare, ma le parole d’ordine contro le minoranze non appartengono storicamente a quell’area di riferimento". Le parole d'ordine contro le minoranze, già: il libro fa da compendio anche in questo senso, raccogliendo quanto di peggio i tanti rappresentanti della Lega abbiano detto a proposito delle minoranze di ieri (i meridionali) e di quelle di oggi (immigrati e omosessuali).

Altro merito della Bianchini: attingere al lavoro in questi anni svolto in Rete dai blogger. Li cita, ne annota le denunce, restituendo loro quell'attendibilità che i media mainstream ancora faticano a riconoscere.

A chiusura dell'opera, in appendice, un reportage dalla Pontida 2010 che si apre con le parole di un cittadino senegalese che paiono cogliere appieno la verità ultima del fenomeno leghista: «La gente qui ha la mente chiusa, crede che il mondo sia Bergamo, non vede oltre (...)». Un reportage che, però, sembra dirci anche altro: i tanti giovani che affollano i raduni del Carroccio, a ben guardare, cercano solo spazi e momenti di aggregazione e di condivisione, la politica è quasi solo un pretesto per starsene assieme su di un prato verde -l'unico che i nati dopo l'89 abbiano conosciuto- a mangiare salamelle e a bere qualche bicchiere di vino. Ai partiti di sinistra basterebbe poco per riconquistarli: d'altronde il Partito democratico ha cominciato a morire quando sono state smantellate le Feste dell'Unità per aprire le scuole estive di formazione politica.

Vogliamo davvero contrastare la Lega? Moltiplichiamo i prati verdi.

d.s.

giovedì 2 dicembre 2010

Scomparsa di Yara Gambirasio, Radio Padania: "Gli extracomunitari dimostrino di non esserne responsabili"

"I lavoratori extracomunitari sono senz'altro persone oneste, ma siccome il sospetto per il diverso è sempre un sospetto radicato, qualcuno di loro si faccia avanti per togliere questi retropensieri": su Radio Padania un indecente appello per la scomparsa di Yara Gambirasio che assolve i migranti per criminalizzarli


Update: da leggere, il commento di Galatea