In un suo articolo su Repubblica, Gad Lerner oggi accosta la Lega Nord al Fronte Nazionale del francese Jean-Marie Le Pen. Ecco, continuiamo a collocarla nell'estrema destra tradizionale e non riusciremo mai a decifrare a fondo la Lega. Perché sebbene alcuni suoi uomini provengano da ambienti neofascisti e sebbene con tali ambienti spesso essa condivida argomenti e battaglie, la Lega non è un partito neofascista. Sono semmai le formazioni classiche dell'ultradestra a star in parte "leghistizzando" il proprio linguaggio, ad esempio adottando, in luogo dell'oramai impresentabile e schietto razzismo, il più insidioso discorso "etno-differenzialista" ("non esistono popoli superiori o inferiori, tuttavia tra i popoli possono sussistere incompatibilità culturali superabili solo standosene ognuno a casa propria").
Ed è per questo motivo che da noi la Lega sfonda, mentre in Francia Le Pen rimane ai margini della politica. Perché essa, la Lega, non vìola esplicitamente il tabù del fascismo, nè hanno la sensazione di violarlo coloro che la votano. Non solo la Lega non è nata a destra, ma Bossi ha avuto pure l'intelligenza di collocarla nell'alveo dell'antifascismo, rispetto al quale nutre l'ambizione di accreditarsi in una continuità ideale: la Lega non disprezza la lotta partigiana, semmai ne esalta la settentrionalità.
È proprio rincorrendo il successo leghista che parte della destra neofascista francese si sta convertendo all'ideologia identitaria e regionalista. Si pensi ai vari movimenti localistici che fanno capo al Blocco identitario: gente che fino all'altro ieri militava chi nella destra extraparlamentare, chi nel Fronte Nazionale di Le Pen, e che oggi guarda al risultato delle Regionali italiane con invidia ed ammirazione. Si tratta di formazioni del tutto minoritarie, in un Paese dal radicato sentimento nazionale e patriottico, alle quali potrebbe tuttavia riuscire ciò che non è riuscito a Le Pen: rompere l'isolamento, allacciare convergenze con i gollisti, partendo dalle municipalità. E' a queste formazioni che la Lega andrebbe accostata, perché è con esse che la Lega dialoga, è con esse che la Lega struttura la propria strategia europea.
La Lega non è nostalgica. E' questo che la rende pericolosa.





