mercoledì 31 marzo 2010

Consoliamoci: in Francia è tornata la monarchia

Juan Sarkofrance, celebre blogger francese, si chiede se sia normale che il sito dell'Eliseo, fresco di restyling, contempli (menu in basso a destra, alla voce "Presidenza") uno spazio consacrato alla "première dame" di Francia, Carla Bruni in Sarkozy (cui la Costituzione repubblicana non riconosce, ovviamente, "alcun ruolo né prerogativa"), con tanto di link al di lei sito personale.

martedì 30 marzo 2010

Tanto in Piemonte ci vivo io, mica lui


Bersani ha "dormito da Dio". Io un po' meno.


lunedì 29 marzo 2010

Tenetevi stretto il libro Cuore...

ché c'è il rischio che presto venga messo all'indice.

domenica 28 marzo 2010

Un mio amico voleva votare la lista di Beppe Grillo, poi...

poi, su Radio Padania, ha sentito Davide Bono, candidato del "movimento 5 stelle" alla presidenza della Regione Piemonte, dire 'sta roba qua:

noi dobbiamo stare vicini soprattutto ai NOSTRI negozi che vivono la competizione di immigrati, regolari e non. Gli immigrati vanno aiutati A CASA LORO

e ci ha ripensato.

Voterà Bresso.

sabato 27 marzo 2010

Se Simona Ventura è più rivoluzionaria di Michele Santoro

Temo che la vera novità, in fatto di comunicazione e di informazione, più che da una trasmissione televisiva del tutto autoreferenziale che chiama a raccolta giovani e galvanizzati blogger salvo poi relegarli nell'ombra di un lato-palco senza mai citarli, inquadrarli, ringraziarli, giusto perché tirare in ballo il Web fa tanto moderni e rivoluzionari anche se poi si è quelle facce lì da anni, da decenni, da sempre, sia oggi rappresentata dell'esondazione di un certo tipo di Tv che approda in Rete per scavalcare se stessa, il proprio linguaggio ed i propri tempi. E dalla regressione di tecnologie multimediali che, viaggiando contromano, vanno ad incastonarsi tra le pagine -di carta- di un settimanale.

d.s.

venerdì 26 marzo 2010

Radio Padania: "Maroni ha sconfitto la Mafia"

Non ve n'eravate accorti? Proprio non l'avvertivate nell'aria una sensazione d'improvvisa leggerezza e libertà? L'Italia è stata finalmente restituita alla propria dignità: la Mafia non esiste più. L'ha sconfitta Maroni. Parola di Radio Padania:

giovedì 25 marzo 2010

Berlusconi risponda sulla menzogna irachena



Alcuni folli e sfrontati idealisti si domandano perché Silvio Berlusconi, a differenza di Bush e Blair, non sia stato ancora chiamato a rispondere del proprio ruolo nella guerra irachena. E gentilmente chiedono che si voglia provvedere al più presto. Perché tendiamo a dimenticarcene (anzi, ce ne siamo già dimenticati), ma il nostro premier "si è reso protagonista della menzogna più grande degli ultimi decenni, la più grave per numero di morti".

Le Monde: "Nichi Vendola, l'uomo che sfida il berlusconismo con la poesia"


Chi mai oserebbe fare della "poesia" uno slogan politico, presentarsi alle elezioni con un orecchino e con un anello al pollice sinistro e rivolgersi ai propri elettori rivendicando con orgoglio la propria omosessualità così come la propria fede tormentata? Una persona sola: Nichi Vendola.

Sul Le Monde di oggi (oggi nel cartaceo, ieri nell'edizione online), un fresco ritratto del candidato di centro-sinistra alle Regionali pugliesi, un poeta che "al discorso berlusconiano che promette a tutti gli italiani lo stesso successo del capo osa contrapporre le contraddizioni della propria biografia, riflesso di una Regione oramai sempre più oasi di tolleranza e di solidarietà in un'Italia individualista percorsa da tensioni razziali".

mercoledì 24 marzo 2010

Beppe Grillo, il contaballe più cliccato d'Italia

Il leader del "movimento a cinque stelle" (nome che tende ad evocare più una catena di alberghi a ore che non una rete di amministrazioni espugnate alla malapolitica), ieri sera pubblicava, sul suo blog, un video di YouReporter (ora disponibile qui) nel quale Mercedes Bresso, candidata del centro-sinistra alla presidenza del consiglio regionale piemontese, sembrava dar prova di un cinismo che a confronto Crudelia De Mon pareva Mary Poppins.

Questa la didascalia del video sul blog di Grillo:

La Bresso è andata ad Avigliana, in Val di Susa. In una sala comunale ha parlato di fronte a venti persone. All'uscita ha incontrato un gruppo di cittadini No TAV. Li ha trattati dall'alto in basso e con disprezzo. Attila-Bresso poteva permetterselo, era attorniata da gente in giacca-cravatta-braccia-conserte-pancia-in-fuori stile gerarchi e circondata dalle Forze dell'Ordine. Un'anziana signora di ottanta anni le ha detto: "Io muoio con l'angoscia di vedere la mia Valle distrutta, con l'angoscia muoio...". La Bresso ha risposto. "Muoia signora".

Immediato lo sdegno degli adepti/lettori: "Bresso merda umana! Vergogna", "Aprite gli occhi, via tutta la feccia della politica", "La faccia della nonna deve diventare un'icona!", "Con la mano sulla bocca diceva proprio 'muoia signora'"!, "Vi stupite ancora della prepotenza dei politici? Cosa possiamo aspettarci, se non questo, da una classe politica da buttare in toto nella spazzatura"?

In calce al post, immancabile la raccomandazione dello staff di Grillo: "Fate girare il video".

Populismo 2.0 allo stato puro.

Peccato fosse tutto falso. A distanza di un paio d'ore, in Rete sbucava un secondo filmato. Sul quale, però, non era stato operato alcun maldestro taglia e cuci. E -magia!- quell'orribile "muoia signora" si rivelava essere un più rassicurante "non muoia, signora".



YouReporter decideva quindi di correre ai ripari rimuovendo il video, che così veniva disattivato anche sul blog di Grillo. Il quale Grillo, da parte sua, avrà subito rettificato, penserete voi. Niente affatto. Fino a tarda serata, il post, privato suo malgrado della parte più succulenta, si apriva con la classica frase (classica per chi non si è perso nemmeno una puntata di Voyager): "Il video è stato subito rimosso da qualcuno..." (puntini compresi, eh), ché tanto da quelle parti Borghezio lo scambiano per Piero Angela.


Solo a seguito di ripetute sollecitazioni da parte del comitato elettorale della Bresso (nonché di minacce di querela) Grillo decideva di linkare anche il filmato integrale. Senza modificare nulla dell'"Attila-Bresso attorniata da gente in giacca-cravatta-braccia-conserte-pancia-in-fuori stile gerarchi" che dice muori! alla signora, però. Ma limitandosi ad un laconico "valutate voi", rivolto ai suoi eletti. I quali (ve lo dicevo che lì scambiano Borghezio per Piero Angela..) immediatamente prendevano ad accusare di taroccamento... il comitato della Bresso. Ahimè senza risparmiarsi commenti non altrettanto divertenti: "Da oggi prego che alla Bresso venga un cancro"....

L'Italia è messa talmente male che un buffone come me è costretto a farsi politico, ama ripetere Beppe Grillo. Ecco, si tranquillizzi: lui buffone lo era e lo è ancora.

Daniele Sensi

martedì 23 marzo 2010

Civati è perikolosissimo

Dal sito di Radio Padania Libera:



lunedì 22 marzo 2010

Le Monde: "La manifestazione del Pdl? Un fallimento"

So che è in corso un importante dibattito sulle reali dimensioni del recente raduno hippy di piazza San Giovanni. Non ho seguito la discussione, perché impegnato in una questione ben più importante per la tenuta dell'assetto democratico del Paese. Tuttavia segnalo, agli amanti del genere, una breve lanciata poco fa dal francese Le Monde che lascia senza scampo la Summer of Love del Pdl. Titolo: "La manifestazione di sostegno a Berlusconi è stata un fiasco".

Sarà perché c'erano pochi fiori e troppi cannoni?

d.s.

domenica 21 marzo 2010

Youtube dice che il razzista sono io


Youtube ha rimosso un mio video. Quello relativo alla trasmissione di Radio Padania nella quale ci si riferiva agli "zingari" nei termini di "recrudescenza", come se fossero una malattia. Motivo? Io inciterei "all'odio e alla violenza nei confronti di un gruppo protetto, in base a razza o origine etnica". Escludendo che per "gruppo protetto" siano da intendersi sostenitori ed esponenti della Lega, mi pare evidente che il Tubo non abbia capito un tubo, facendo confusione tra la denuncia di un'istigazione e l'istigazione stessa.

Tuttavia quello era solo uno dei tanti audio frutto del monitoraggio di certa propaganda diffusa nell'etere dall'emittente della Lega. Di questo passo Youtube potrebbe arrivare, uno alla volta, a bloccare tutti i video caricati sul mio canale, se non il canale stesso. E addio all'intera sezione di questo blog dedicata ai "deliri di Radio Padania".

Chiedo consiglio: qualcuno ha idea di come ci si debba muovere in simili casi? Considerate che al momento non ho accesso al mio account: dovrei, infatti, prima cliccare sul pulsante "Approvo", ovvero riconoscere che le accuse sono fondate, e che io, Daniele Sensi, sono un tipo alquanto xenofobo (e razzista, e omofobo e sessista).

Thanks.

Update: nel frattempo, qui è possibile ascoltare (o riascoltare) il video incriminato.

sabato 20 marzo 2010

Sapone anti-immigrati /2

La provocazione dei leghisti aretini di cui discutevamo ieri, approda, oggi, sulla stampa nazionale.

Leoluca Orlando, che parlando di istigazione alla violenza chiede l'intervento del ministro Maroni, suggerisce "a Bossi, dato che oggi salirà sul palco di San Giovanni, a Roma, di distribuire ai suoi alleati il sapone perché tutto hanno tranne che le mani pulite".

Un po' gli stessi termini utilizzati ieri da Civati: "Mani pulite in caso di contatto con uno straniero: questa è la Lega".

Update: qui una replica della Lega.

venerdì 19 marzo 2010

Google sostiene Mercedes Bresso


(via Metil)

La Lega distribuisce sapone anti-immigrati

Succede ad Arezzo. I militanti della Lega Nord "distribuiscono nei mercati delle bustine contenenti sapone liquido con l’avvertenza di usarlo dopo aver toccato un immigrato".

Null'altro da aggiungere. Se non l'auspicio che nelle patrie galere vi sia del posto libero.

Update qui.

giovedì 18 marzo 2010

Il network della nuova estrema destra

L'Fpö austriaco, il Vlaams Belang belga, i francesi Mnr, Npd e Bloc identitaire, il tedesco Pro-Köln e l'italiana Lega Nord: nonostante in Francia essa costituisca un fenomeno marginale ed isolato, Le Monde traccia un veloce ma esaustivo quadro della "nuova estrema destra" europea. Che, a differenza di ciò che rimane dell'ultra destra tradizionale, ha la particolarità di funzionare "facendo rete".

Da tempo tento di tenere traccia di questo network del fanatismo identitario che vede la Lega Nord tra i padri fondatori e che già ho definito "Internazionale identitaria". Paradosso di formazioni localiste e regionaliste che, in barba ai grandi partiti europeisti (loro sì, nei fatti, ripiegati su se stessi), proprio della nuova casa europea stanno dimostrando di sapersi servire per articolare il proprio discorso ed il proprio consenso.

In Francia hanno capito che per approcciare il fenomeno leghista occorre guardare all'Europa tutta, e non solo a Varese o a Treviso. Attendiamo che lo capiscano anche i blasonati e provinciali analisti italiani.

d.s.

martedì 16 marzo 2010

Il compagno Berlusconi


Eccola l'ultima declinazione iconografica del nostro premier. Un presidente disposto a tutto pur di conquistare al proprio carisma quella metà degli italiani che ancora gli resistono. Anche a trasfigurarsi nel peggiore dei suoi nemici.

Affrontato sul più nobile dei colli romani il giudizio di Ponzio Pilato, nonostante i Sommi sacerdoti togati ancora se ne stiano lì ad infierire su di lui, in anticipo sull'imminente Pasqua (quale migliore occasione per battere sul tempo quel tal Cristo re dei giudei?) l'Unto del Signore decide per portare a compimento la propria Passione. Volete un comunista? Eccomi, sono qua, mi faccio comunista io - ma, per l'amor di Dio mio padre, amatemi!

La sindonica immagine è apparsa sul sito del Pdl/Promotori della libertà. Per promuovere la manifestazione di sabato prossimo, "L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio". Perché è inutile: quando c'è da chiamare la gente in piazza, la destra sa di giocare su un terreno che non le appartiene. E deve ricorrere alla persuasione di gesti che fanno leva su una memoria collettiva impressa anche in coloro che, per distrazione, noia o opportunismo, dimenticano, o fingono di dimenticare, che questa Repubblica è figlia della Resistenza. E che durante la Resistenza non erano i compagni quelli che stavano dalla parte sbagliata.

E chissà che la maggiore ossessione di Berlusconi non venga proprio da qui, dalla proiezione di quell'intimo debito, da lui avvertito come insostenibile.

d.s.

Cortocircuito ideologico a Radio Padania

(audio e video in calce al post)

Radio Padania. Lorenzo Busi, conduttore dello spazio "cultura padana", così commenta il tracollo di Alsace d'abord, una lista della destra identitaria, al primo turno delle elezioni regionali francesi:

L'autonomismo vince se non è schierato ideologicamente, come continua a dimostrare il caso leghista, perché la cultura dell'indipendenza non è né di destra né di sinistra. Quando l'autonomismo si schiera, la gente comincia a sentire puzza di bruciato e non vota più. E negli ultimi mesi Alsace d'abord si era sbilanciata su posizioni decisamente di destra.

Ed infatti chi c'era in Francia, la scorsa settimana, a chiudere la campagna elettorale di Alsace d'abord? Siamo alle comiche: Mario Borghezio.

p.s.: Alsace d'abord appartiene al Blocco identitario, un movimento francese di estrema destra da sempre gemellato con la Lega Nord. Ma non ditelo al povero Busi: potrebbe cominciare "a sentire puzza di bruciato".

domenica 14 marzo 2010

Stampa estera: "Cari italiani, troppi scandali senza conseguenze: non crediamo più ai vostri appelli"

La settimana scorsa, raccogliendo una provocazione lanciata da Civati, rilevavo una sopraggiunta sostanziale indifferenza della stampa estera per quanto sta avvenendo nel nostro paese. Possibile, mi chiedevo, che proprio ora che si attenta al momento principe della vita democratica violando l'imprescindibilità delle regole elettorali, i corrispondenti stranieri, tanto solerti a riferire di festini e boutade, decidano di volgere lo sguardo altrove?

Eric Valmir, giornalista della radio pubblica francese, risponde sul suo blog. Una riflessione sincera, e per noi scoraggiante. A furia di gridare al fascismo nessuno crede più ai nostri appelli, sembra dirci. E non perché non vi siano serie minacce alla tenuta democratica delle nostre istituzioni, ma perché ogni volta pare che debba venire giù il mondo, ma poi noi -noi italiani, noi cittadini indignati, noi opposizione- finiamo sempre col voltare pagina. Pronti ad abbaiare al vento per un nuovo, immancabile scandalo. Perché mai all'estero dovrebbero prendere sul serio minacce nella cui gravità, alla prova dei fatti, noi per primi dimostriamo di non credere? Meglio allora concentrarsi sulla cooptazione politica di veline e vallette: almeno si ride, e ci si rifà gli occhi. E pazienza se l'immagine così restituita dell'Italia è tutta una caricatura: non fanno lo stesso i media italiani (blogger compresi) le (poche) volte che si ricordano che esiste un mondo, là fuori?

Traduco:

Ma che fa la stampa estera? Dorme?

Il Web italiano s'interroga.

I media del mondo intero accennano appena al caso scoppiato attorno alle liste elettorali del Pdl.

Nel corso di una conferenza stampa, ce lo hanno chiesto anche i giornalisti italiani: "Perché tanto disinteresse per una questione tanto importante?"

Un collega tedesco ha replicato: "Nella Bassa Sassonia, a fronte di un biglietto ordinario la compagnia aerea ha fatto viaggiare in business class un ministro, Christian Wulf, che se ne andava in vacanza a Miami con la famiglia. Ne è derivato un tale scandalo che il ministro si è visto costretto a pagare la differenza. Mentre le vostre truffe e i vostri malaffari non incuriosiscono più nessuno, da noi - è surreale e incomprensibile".

Per quanto a Parigi il contesto di riferimento sia differente, anche i francesi devono riconoscere che il "caos liste" non ha appassionato le direzioni di redazione: "L'ennesima polemica all'italiana che finirà come tutte le altre, con un provvedimento ad hoc".

Sul suo blog, Daniele Sensi si pone il medesimo interrogativo: "Mi sorprende che i giornali d'Oltralpe non abbiano ancora riferito di quanto qui stia avvenendo. Forse ai corrispondenti stranieri torna difficile dover spiegare, in una sola cartella, l'assetto istituzionale italiano e le regole del nostro sistema elettorale. Note di stampa sono ovviamente uscite. Ma la sensazione è che non si ci renda conto di quanto grave sia ciò che si è verificato. Escort e festini sono più mediatici di un decreto legge".

Il blogger si chiede se non occorra andare in aiuto dei corrispondenti stranieri organizzando una vasta consultazione popolare, giusto per vedere l'effetto che fa.

(...)

E' vero. Vista da Parigi, Londra, Washington o altrove, la confusione che anima la campagna delle Regionali non riveste una grande importanza. E' evidente che la manifestazione di domani (di ieri, ndt) della sinistra e quella dei sostenitori di Berlusconi del 20 marzo godranno di una visibilità internazionale più ampia.

Ma la tiepidezza della stampa estera non è dovuta solo alla complessità di un decreto legge. E' dovuta anche al contesto.

Nelle ultime settimane, scandali ed episodi di corruzione si sono fatti quasi quotidiani. Ad ogni livello, l'intreccio eletti/mafia/imprese fa bella mostra di sé sui giornali.

Davvero sorprendente la vicenda Fastweb/Scaglia. Silvio Scaglia, fondatore di uno dei più grandi imperi italiani, Fastweb, in prigione. Mandato d'arresto anche per il senatore berlusconiano Nicola Di Girolamo. Entrambi implicati in un'affare di riciclaggio di denaro con la mafia e di frode fiscale.

1+1+1+1+1... ogni giorno nuove polemiche e nuovi scandali, che scalzano quelli precedenti... quale lezione trarne?

Una certa rassegnazione finisce con l'impadronirsi delle coscienze. Gli editorialisti italiani fanno il proprio lavoro e pongono problemi e domande. Ma nessuno risponde!

Come dovrebbe comportarsi quindi la stampa straniera in simile panorama? Penso che ai corrispondenti non spetti farsi protagonisti, bensì osservare e riportare le vicende di un paese e della sua società.

Daniele Sensi ha ragione quando si chiede se non tocchi agli italiani agire per primi. Caro Daniele, si tratta del vostro paese, del vostro destino, del vostro avvenire. Un giornalista straniero può rendere conto di sopravvenute circostanze, ma non potrà mai condizionare il corso degli eventi. Soprattutto in Italia.

Se solo un inglese, un tedesco o un francese ponesse una critica argomentata, subito verrebbe ricoperto di fango e contestato, col pretesto che non possa comprendere, non essendo italiano.

E' il primo punto, ed è il più delicato.

Il secondo è invece il problema della caricatura.

Quando si parla dell'Italia, all'estero, lo si fa sempre con lo sguardo divertito. Stesso trattamento clownesco anche per le liste del PDl. Del tipo: "Ah, sì.. la sapete l'ultima? I candidati di Berlusconi erano al ristorante, non si sono accorti che il tempo passava e così hanno depositato le liste in ritardo... Questi italiani ci fanno proprio scompisciare"... Poco importa che la realtà sia un'altra, e che attenga ai difficili equilibri in seno al Pdl regionale.

Evidentemente, e logicamente, la stampa e il Web italiano deplorano regolarmente la cattiva immagine veicolata da tanta superficialità. In un'attualità fatta di tensione istituzionale, politica e sociale, qual è l'argomento scelto da Canal+, televisione francese? Berlusconi e le donne.

Certo, si trattava di un giornale satirico e non di un Tg delle 20, e gli italiani potevano consolarsi dicendosi che Yann Barthez, il conduttore, non doveva saperne molto dell'attualità italiana, visto che citava Forza Italia, che non esiste più da oramai dieci anni.

Ma...

Se guardiamo le cose dal lato opposto?

Se io, francese, volessi sapere come la stampa italiana riferisce della campagna per le Regionali francesi -gli eccessi di Georges Freche, gli scivoloni attorno all'identità nazionale, le poste in gioco...- avrei un bel cercare.

Le due sole notizie giunte dalla Francia questa settimana:

1. Carla Bruni: mise troppo sexy durante una cena all'Eliseo con la coppia presidenziale russa.

2. Problema coniugale all'Eliseo. Questo titolo faceva addirittura la prima pagina del Giornale, il quotidiano berlusconiano.

© EricValmir.RF

Sarkozy e Carla, tradimento reciproco.

Lei ha un amante, lui ha un'amante.

Senza alcuna cautela, il condizionale presente nel cappello sparisce nel corpo dell'articolo, come se si trattasse di una informazione accertata, mentre in Francia è considerata un rumor alimentato da Twitter.

© EricValmir.RF

Per la verità l'articolo è colmo di dettagli non verificati. Viene persino annunciata la separazione di Carla e Sarkozy all'indomani delle Regionali (ah!! finalmente menzionate! Questo dimostra che per lo meno sanno che in Francia ci sono delle elezioni...).

Su Rainews24 e SkyTg24 da questa mattina, sullo scroller in sovrimpressione: Carla smentisce tutto.

Sì, le vicende private, le giovani ragazze, i festini, sono più mediatici di un decreto legge o delle sbarellate di un ex candidato socialista. Da sempre il virus gossipparo contamina la stampa. E non solo la stampa, ma l'uomo in generale.

I pettegolezzi di quartiere, i privati intrighi del vicino, costituiscono la vita quotidiana e alimentano la conversazione davanti alla macchinetta del caffé. E' un lato della natura umana: lo si irride, si finge di disinteressarsene, se ne ha vergogna, ma comunque esiste.

Eric Valmir, 12.03.2010
(traduzione di Daniele Sensi)

sabato 13 marzo 2010

La Francia vieta i manifesti anti-Islam

Francia, elezioni regionali. A soli due giorni dal voto, il tribunale di Marsiglia ha giudicato illegittimi i manifesti anti-Islam affissi dal Fronte nazionale di Jean-Marie Le Pen, ordinandone l'immediata rimozione. Tempo 24 ore, dopodiché scatterà una multa di 500 euro per ogni giorno di ritardo.

Manifesti messi al bando perché "incitano all'odio nei confronti di persone così discriminate per la propria religione o nazionalità", nonché per la "cattiva influenza" che essi potrebbero avere sui giovani.

Nell'immagine incriminata, alle spalle di una donna in niqab compare il territorio francese ricoperto dalla bandiera algerina e costellato da minareti


Acqua di rose, al confronto di certa martellante propaganda leghista. Segno che, in tutti questi anni, forse ci siamo rassegnati a considerare lecito ciò che lecito non é




Ed intanto a Sesto San Giovanni, nel milanese, con mortadella, pane e vino oggi si celebra il "No Moschea Day".

d.s.

giovedì 11 marzo 2010

Borghezio superstar delle Regionali francesi

Anche in Francia si è a ridosso di elezioni regionali (si vota il 14 e il 21 marzo). E chi c'era ieri in Francia, in Alsazia, a chiudere la campagna elettorale del movimento della destra identitaria Alsace d'abord? Ma Mario Borghezio, ovviamente


Alsace d'abord fa capo al Blocco identitario, organizzazione che riunisce e coordina le varie formazioni regionaliste francesi, di cui spesso ho parlato su questo blog.

Guidato da Fabrice Robert (ex di Unità radicale, formazione messa fuorilegge nel 2002 a seguito del fallito attentato da parte di uno dei suoi aderenti all'allora presidente Chirac), il Blocco identitario ha oramai da tempo individuato nella Lega Nord il modello cui ispirarsi per uscire dall'isolamento politico. Ed i suoi militanti, che per lo più, a differenza di quelli leghisti, provengono in maniera esplicita da ambienti dell'estrema destra tradizionale, da tempo hanno fatto di Borghezio il proprio guru.

Gli identitari francesi saranno presenti con una propria lista (Ligue du sud) anche nella regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra, tradizionale feudo del Fronte nazionale. Il loro candidato è proprio un ex dirigente locale del Fronte, Jacques Bompard, non a caso sindaco di quell'Orange nella quale lo scorso ottobre s'è tenuta la convenzione delle destre identitarie di tutta Europa. In quell'occasione un applauditissimo Borghezio aveva proposto l'istituzione di una scuola transnazionale per i quadri delle organizzazione politiche lì convenute, una scuola per "soldati politici che tengano testa, anche fisicamente, ai nemici".

In Provenza-Alpi-Costa Azzurra è candidato pure il più noto Jean-Marie Le Pen. Che proprio facendo leva sulle nuove simpatie del suo ex compagno di partito, così nei giorni scorsi si è rivolto, a mezzo stampa, a Jacques Bompard: "Bompard si ispira alla Lega Nord, ma per la Lega tutti coloro che stanno a sud di Milano sono dei negri. Secondo la filosofia leghista, Bompard è un bougnoule". Ovvero, nello slang francese, un misto tra "terrone" e "negro". Con particolare riferimento ai maghrebini, però. Perché, quando certe destre si affrontano, è tutta una gara a chi riesce a disprezzare più gente in una volta sola.

Daniele Sensi

mercoledì 10 marzo 2010

Un blog che sarà un successo

Quello di Rocco Carlomagno, qualora decidesse di aprirne uno.

Nel frattempo evitate di taggarmi in certe foto. Io non sono quella roba là.

Eric Valmir (Radio France): "In Italia siamo alla morte della Politica"

Eric Valmir, corrispondente della radio pubblica francese, affronta finalmente l'imbarazzante situazione italiana di questi giorni. Calandosi direttamente nei panni di madame la Politica, di cui la campagna elettorale in corso starebbe decretando il decesso a seguito di una lunga agonia, però, che partirebbe da lontano, ben prima della discesa in campo di Berlusconi. Un deicidio laico che vedrebbe tutti coinvolti, sinistra compresa.

Un po' lo stesso argomento che Dominique Moïsi proponeva lunedì scorso sul quotidiano finanziario francese Les Echos. Sebbene lì ancor prima che di crisi politica si parlasse di una pregressa crisi istituzionale:
Silvio Berlusconi non è all'origine dei problemi dell'Italia. E' solo il rivelatore e l'acceleratore delle debolezze istituzionali di un paese che, dalle origini, è ancora alla ricerca di sè. La nazione italiana non è riuscita a dotarsi di uno Stato degno della propria eredità storica e culturale. Essa è passata dal troppo poco Stato al troppo Stato durante la tragica parentesi del fascismo, per poi approdare ad uno Stato disfunzionale.
Lo stesso Moïse tuttavia aggiungeva:
Ciò che si è fatto problematico è la vera e propria deriva dello Stato di diritto in un paese che è stato tra i membri fondatori della costruzione europea. Berlusconi rappresenta un'offesa alla memoria di uomini come Alcide De Gasperi, il contemporaneo italiano di Robert Schuman e di Konrad Adenauer, non più solo per ciò che "é", bensì per ciò che "fa". Facendo decretare leggi sull'immunità che proteggano lui e i suoi uomini da ogni attacco del potere giudiziario, Silvio Berlusconi introduce nell'Unione europea una differenza non più solo quantitativa, ma qualitativa, tra l'Italia e il resto dei paesi fondatori dell'Unione.
Come dicevo, Valmir decide invece di far cantare a morte la Politica.

Traduco quindi quest'ultimo lamento:
I miei ricordi di gioventù.

Sorrido.

Quando si è giovani si è sempre candidi e spensierati. E poiché la mia visione del mondo riposa sulla nobiltà, ho sempre pensato che avrei potuto aiutare l'Umanità a progredire, a meglio organizzarsi.

Nel corso delle diverse epoche sono stata sempre corteggiata e strumentalizzata. Dai sofisti greci ai populisti di oggi, i discorsi vuoti e opportunistici hanno sempre tentato di prendermi a pretesto.

In Italia ho vissuto momenti gravi e terribili. Il fascismo e il comunismo in una delle sue espressioni radicali. All'indomani della guerra, i due fronti hanno continuato a combattersi. Ancora una volta in mio nome.

Negli anni '70, gli anni di piombo, di attentati, di morti, di violenza, io me ne stavo sempre là, esposta a pretesto.

Non era una novità. Ma una costante che, a più riprese, ho conosciuto nei secoli. E' successo lo stesso alla mia cugina "Religione". Ci si batteva nel suo nome e nel suo nome persino si uccideva. Peraltro quando mia cugina ha tentato di avvicinarmi (e lo fa sovente, in Italia), io mi sono sempre preoccupata di scansarla, persuasa che assieme alla mia indipendenza ne vada della mia credibilità e della mia sopravvivenza.

Il tempo non è riuscito a guarirmi dall'ingenuità (che dipenda dai miei geni?): qualunque cosa succeda, io sento di dover incarnare la speranza.

Anche quando mafiosi e loschi imprenditori giunsero a patti con coloro che mi rappresentavano e che si servivano di me per mantenere sacche di potere, io riuscivo a confidare in un domani migliore.

Quando quegli incravattati machiavellici smisero persino di prendersi la briga di gratificarmi con parole generose e lusinghiere, mi infangarono. Ed il popolo prese a detestarmi. Fino all'esplosione di quel sistema corrotto, quasi vent'anni fa.

Ed allora giunse un omino che rideva tutto il tempo. Vide com'ero ridotta: sporca, trascinata nel fango, rinnegata. Silvio mi prese per mano e mi condusse in una meravigliosa sala da bagno. Lì, si preoccupò di ripulirmi della polvere che mi copriva. E i suoi accoliti danzarono con me. Ero la più bella.

In pubblico dicevano di avermi dato una nuova giovinezza e di avermi restituita al mio senso. Ero piena di speranze e, soprattutto, in attesa di un profondo intervento chirurgico: ne avevo bisogno, poiché erano stati colpiti i miei organi vitali. Ma quelli non fecero nulla: si limitarono a rifarmi un vistoso trucco, per esibirmi.

L'omino che rideva tutto il tempo e coloro che lo amavano continuarono a servirsi di me. Come gli altri che li avevano preceduti. Non era cambiato nulla. Semplicemente mi erano stati offerti dei begli abiti.

Non una volta che venisse illustrata una qualche grande idea per migliorare la società. Con me ridotta ad esistere solo per il tramite della parola "elezioni". Ma sarebbe meglio dire "referendum". In ogni scrutinio, una sola domanda: pro o contro l'omino che ride tutto il tempo?

E così il popolo cominciò a bistrattarmi nuovamente, come fossi putredine. L'esatto contrario delle mie ambizioni: io avrei voluto nobilitarmi.

Per arrivare ad oggi, ad una campagna per le elezioni regionali che pare stiano preparando il mio feretro.

All'inizio era tutta questione di alleanze e di liste da stendere. Accontentate tutte le sue correnti, la sinistra se n'è andata a cantare al Festival di Sanremo. A destra la zizzania era tanta che nel Lazio la lista non è stata presentata per tempo.

Sono seguite urla in ogni direzione. In mio nome è stato emanato un decreto legge per permettere al Pdl di presentare la propria lista nel Lazio, ma le autorità l'hanno respinta.

Una campagna tutta ridotta a equilibri, alleanze e rispetto delle regole. A 15 giorni dal voto, non un solo programma, col paese attanagliato da problemi per i quali le Regioni giocano un ruolo fondamentale.

Sono vecchia, stanca, sporca, tradita. E presto morirò. Forse dovrei accettare di cambiare. L'ideologia è roba vecchia, i nuovi tempi impongono la tecnologia e la comunicazione.

Oppure dovrei ripensare al mio vecchio amico Platone quando enunciava i differenti sistemi: "L'oligarchia fondata sulla ricchezza, la timocrazia sull'onore (ne siamo lontani), la democrazia sull'uguaglianza (ce ne stiamo allontanando) e la tirannia sui desideri, essendo le leggi abolite".

Strano vedere che nonostante tutto fosse scritto da secoli io non abbia saputo farmene una ragione. Ho creduto in me e nella mia stella. Forse nel mio ultimo respiro mi riuscirà di riprendere vita, ma ci credo poco.

Mi chiamo Politica, e non ho altro da aggiungere.

Eric Valmir, 10.03.2010
(traduzione di Daniele Sensi)


lunedì 8 marzo 2010

Questo sfotte



Update. Un'ottima replica: "La politica è ogni mattina un atto di coraggio"(via Gilioli). Nonché ogni notte, aggiungo io.

domenica 7 marzo 2010

Proviamo a vedere l'effetto che fa

Civati propone, sul suo blog, un'ottima discussione. Tra Quirinale e Aventino, quale opposizione? Temo di non essere abbastanza lucido, in queste ore, per poter argomentare su strategie di breve o lungo termine. "Un'opposizione ferma e risoluta", i più reclamano commentando il post di Pippo. Già, ma da quanti anni è che la auspichiamo? Da quanti anni è che viviamo in uno stato di criticità costituzionale permanente? E nonostante ogni volta giudicassimo che si fosse passato il segno, il tempo di una manifestazione di piazza, di un paio di lanci di agenzia internazionali, di baci e abbracci su quanto siamo stati bravi e belli, e tutto è tornato, sempre, come prima. Perché? Non mi va di puntare per l'ennesima volta il dito contro i dirigenti di questo o di quel partito di opposizione. Il problema sta a monte. Ovvero, in regime democratico, nel popolo. Il problema è che possiamo inventarcele tutte, ma i più dei cittadini italiani mica avvertono il pericolo che hanno dinanzi. Anche in questi giorni avranno sì avvertito che qualcosa è successo. Ma come se fosse successo ad altri. Ai partiti. Ai signori della casta. L'ennesima scaramuccia tra privilegiati. Il solito allarme democratico che poi puntualmente rientra ad elezioni avvenute. Dovremmo sforzarci di ridestare i nostri connazionali da tanto torpore. Metterli con le spalle al muro, davanti ad uno specchio. Ed allora chissà che non si chiederanno: "quand'é successo che da cittadino mi sono fatto suddito spettatore?".

In molti, a caldo, alla firma del decreto "il-pdl-ha-diritto-di-far-carta-straccia-del-Diritto", hanno accennato all'ipotesi di un Aventino. Ovvero al ritirarsi delle opposizioni dalla competizione elettorale. Operazione impraticabile, è vero, se non altro perché richiederebbe l'adesione di tutte le forze di opposizione, che per lo più già si sono esplicitamente dette contrarie. E sterile, che nella (nostra) Storia mai ha portato a nulla di buono.Tuttavia oggi non siamo nel 1924, ma nel 2010: c'è tutta un'opinione pubblica mondiale, là fuori, che aspetta solo una nuova causa da abbracciare. Sono solito frequentare le edizioni online della stampa francese. Mi sorprende che i giornali d'Oltralpe non abbiano ancora reso conto di quanto qui stia avvenendo. Forse ai corrispondenti stranieri torna difficile dover spiegare, in una sola cartella, l'assetto istituzionale italiano e le regole del nostro sistema elettorale. Note di stampa sono ovviamente uscite. Ma la sensazione è che non si ci renda conto di quanto grave sia ciò che si è verificato. Escort e festini sono più mediatici di un decreto legge. Dovremmo quindi aiutarli, forse. Non ricorrendo all'Aventino, bensì limitandoci a proporlo alle nostre piazze. Una sorta di consultazione popolare, giusto per vedere l'effetto che fa. Allora sì che i corrispondenti esteri avrebbero di che scrivere. E l'opinione pubblica internazionale capirebbe come davvero oggi in Italia la parola fascismo stia tornando ad essere di casa.

Propongo quindi questo mandato esplorativo su larga scala, presso gli amici e i compagni liberali, di centrosinistra e di sinistra. Nella speranza che scelgano saggiamente.

d.s.

sabato 6 marzo 2010

Intellettuali cercansi

In queste frustranti ore, Gad Lerner non solo si prende cura di intervenire sul proprio blog per attaccare Di Pietro (ed il sottoscritto ribadisce di non aver mai votato l'Italia dei Valori) senza preoccuparsi di spendere una sola parola contro il sovvertimento in atto delle regole democratiche, ma avverte pure l'incontrollabile bisogno di gridare al mondo quanto secondo lui sia "convincente" un intervento, quello di Napolitano sul sito del Quirinale, nel quale, sostanzialmente, il presidente della Repubblica candidamente dichiara che, in Italia, un partito (il Pdl) ha più diritti degli altri. Anzi: che un partito (sempre il Pdl) ha tutti i diritti di far carta straccia del Diritto.

d.s.

"Non poteva non firmare..."

Certo che no, visto che, al governo, le dritte sul come scrivere un decreto affinché il presidente non possa non firmare le fornisce il presidente stesso.

venerdì 5 marzo 2010

Golpista!


RIDATECI PERTINI


Contro il decreto ad Firmigonem

Che fare? Se ne discute qui.

Ubuntu abbraccia il Popolo viola...

Sorpresa dai primi screenshot della prossima release di Ubuntu Linux (la 10.04, in uscita ad aprile): la più nota distro del sistema operativo migliore al mondo abbandona il tradizionale color "cacchetta" per abbracciare il viola.



Ovviamente si tratta del tema di default. Che possiamo sostituire scaricando da internet quello che più ci garba, come in Windows. A differenza di Windows, però, senza dover prima craccare il sistema. Di Mac Os X non voglio nemmeno parlarne: è possibile cambiare tema in Leopard e Snow Leopard?

Ricordo che Ubuntu è un sistema operativo gratuito. Lo si può scaricare qui. In alternativa ci si può far spedire a casa il cd di installazione. Anch’esso gratuito. Spese postali, pensate un po’, a carico del mittente.

It’s a wonderful world.

d.s.

giovedì 4 marzo 2010

Napolitano si faccia un giro a Varese

A Samarate, nel varesotto, si vorrebbe limitare la libertà di culto alle sole confessioni giudaico-cristiane. Per iniziativa di quegli stessi Pdl e Lega che dai migranti pretendono, però, la conoscenza della Costituzione italiana, pena il mancato rinnovo del permesso di soggiorno.

Ed intanto Napolitano si dice "allarmato" per il successo, in Olanda, del partito anti-islamico di Gert Wilders...

Non abbiamo sofferto abbastanza

Il settimanale Jeune Afrique proprio non riesce a spiegarsi come Berlusconi possa ancora godere del consenso del 48% degli italiani nonostante "una crescita disperatamente lenta, una grave recessione che minaccia le piccole e medie imprese, gaffe a go-go, problemi giudiziari, scandali sessuali e derive xenofobe".

Il problema è che non abbiamo sofferto abbastanza. Se la dittatura si fosse protratta più a lungo, se, anziché emigrare, per decenni fossimo stati trascinati in America o in Australia con le catene ai piedi, se per secoli fossimo stati trattati come bestie da potenze straniere che, a confronto, le truppe erule, ostrogote, bizantine, longobarde, franche, normanne, angioine, aragonesi, spagnole, francesi e austriache sarebbero parse come un unico, premuroso esercito di crocerossine, se la dignità nostra, dei nostri figli, dei figli dei nostri figli e dei figli dei figli dei nostri figli ce la si fosse fatta ingoiare assieme al sangue di guerre fratricide che realmente avessimo provato ad innescare, oggi quel 48% di italiani sarebbe forse più consapevole. Ed invece di ridere col Buffone riderebbe di lui.

d.s.

mercoledì 3 marzo 2010

Radio Padania pensa che gli elettori leghisti siano tutti idioti?

Radio Padania all'annuncio del respingimento del ricorso di Formigoni da parte della Corte d'Appello di Milano:

"Tranquilli, noi abbiamo la nostra lista e le nostre firme: comunque vada, sulla scheda elettorale troverete il simbolo della Lega. Per noi non cambia nulla"


??!!!???!!!!

Update: incalzato dai radioascoltatori che per l'appunto idioti non sono e che gli chiedono se sia davvero "sicuro che anche per noi non ci siano problemi", ad un'ora dalla dichiarazione di cui sopra il conduttore-giornalista lancia un break musicale e, al rientro in studio, ammette di aver detto una fesseria: "Scusate: allo stato delle cose, anche la Lega è fuori dalla competizione elettorale".

Denunciate 'sto Marini, per favore. E fatelo dimettere

lunedì 1 marzo 2010

Cose turche (Esclusivo: Daniele Sensi ha un volto!)

Volevo staccare da questo stato di trincea permanente per un paio di giorni. Rigenerarmi, lasciandomi travolgere dalla rilassata vertigine dei bazar e dal confortevole canto dei muezzin, capace di sradicarti la mente e l'anima da inutili pesantezze...





Ci ho provato, ma, anche ad Istanbul, alla fine a travolgermi sono state le manifestazioni di piazza





ps.: io sono quello senza barba. Quello con la barba è il turco (alias mio fratello) che ha avuto la bontà di ospitarmi.